Avatar; il film piu' discusso, citato(pure l'avatar platinato di Antonella Clerici a Sanremo!), ammirato, parodiato(Bonolis e Laurenti nello spot di Ciao Darwin!) dell'anno. Eppure, uno dei primi paragoni a cui penso e' quello con un titolo di qualche anno fa, "Arthur e il popolo dei Minimei", nonostante le differenze che dividono i due film. La storia di Arthur infatti e' un'avventura rivolta ai ragazzi, mentre "Avatar" tratta interessanti tematiche umane ed ambientali. In "Avatar" l'universo alternativo che accoglie il protagonista "trasformato"e' un pianeta di giganti blu; in "Arthur..."e' il giardino di casa, popolato dai microscopici minimei.
In entrambi, tuttavia, l'"avatar" prevale sull'originale, complice una love story con una bella "indigena". Ma forse il lato sentimentale funge solo da cornice ad un messaggio vagamente inquietante; l'inconscia tentazione, presente almeno una volta in ognuno di noi, di mollare tutto, abbandonare la realta' con i suoi problemi ed incognite per reinventarsi in un altro universo piu' facile da gestire, magari dentro a un nuovo corpo piu' attraente e funzionale, come gli infiniti "avatar" messi a disposizione degli utenti nel famosissimo "Second Life". Avatar capaci di volare,teletrasportarsi in giro per il mondo e raggiungere ogni meta nel giro di una settimana....tutto per finta. Basta un clik per riportarci, purtroppo o per fortuna, alla consapevolezza di un'unica alternativa; raggiungere con le nostre forze quel tanto di gioia che questa vita imperfetta e magnifica ha da offrire.
lunedì 22 febbraio 2010
?AVATAR?
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