Di tutto un po'......

venerdì 29 aprile 2011

La Passione di Cristo

Il periodo pasquale ha rivisto sul piccolo schermo "La Passione di Cristo",controverso film diretto da Mel Gibson.La polemica principale, che riguarda un supposto antisemitismo, sembra non tener conto del fatto che non solo i giudici ebrei, ma anche i soldati romani vengono presentati come individui senza scrupoli, dediti, specialmente nelle numerose scene di percosse, ad una violenza inaudita. E la seconda polemica riguarda proprio questa violenza, che secondo alcuni sarebbe del tutto gratuita e non rispecchierebbe neppure la realta' degli avvenimenti. Credo tuttavia che questa valutazione non consideri l'eccezionalita' del fatto; e' vero che i soldati romani non erano soliti massacrare cosi' di botte e frustate i prigionieri, pero'  e' altrettanto vero che Gesu' non era un prigioniero qualunque,ma il figlio di Dio il quale, apparentemente schiacciato dalle percosse, in quelle poche ore stava in realta' combattendo una battaglia da cui sarebbe dipeso il futuro dell'umanita'. Si puo' quindi capire come,con una posta cosi' alta in gioco, l'avversario(magistralmente reso  dalla Celentano in tutto il suo orrore, troppo spesso mascherato da interpretazioni "simpatiche" o addirittura affascinanti del male) avesse instillato tutta la crudelta' possibile in quei soldati,nella vana speranza di una resa di Gesu', divino ma fragile nella sofferenza del corpo. Sofferenza resa straziante anche dalla caduta  davanti alla madre, che si apre su un flash back in cui Gesu' bambino cade nei suoi primi passi e Maria accorre prendendolo fra le braccia, proprio come avviene ora sulla strada del calvario; un accostamento del regista che ci invita a considerare i Vangeli come testi capaci di dialogare col nostro intelletto e le nostre emozioni,nonostante la precettistica nella quale troppo spesso vengono confinati.

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