Dopo la visionaria interpretazione della battaglia delle Termopili che il regista Zack Snyder aveva dato in "300",c'era da aspettarsi di tutto dal suo nuovo film, "Sucker Punch",ambientato in scenari fuori dal tempo e quindi slegato anche dai vincoli del contesto storico,dei quali "300" aveva comunque dovuto tenere conto.
E di tutto accade, tanto da rendere il film difficilmente classificabile;e' drammatico..e' fantasy...e' di arti marziali...e' di guerra..e' di fantascienza...Dopo quello del contesto storico, il secondo vincolo a cadere e' quello di genere..E se da un lato e' difficile sfuggire all'effetto "giocattolone",dall'altro e' praticamente impossibile che lo spettatore si annoi,anche per la qualita' della grafica decisamente spettacolare.
Ma il "sucker punch" (alias "pugno a sorpresa")arriva alla fine;penso che con quest'espressione il regista si riferisca proprio all'ennesimo sovvertimento di una regola base del "codice" cinematografico, cioe' quella sull'identificazione del PROTAGONISTA di un film. In qualsiasi genere di film, il protagonista e' sempre quello che compare all'inizio e del quale sappiamo piu' cose, che poi ci porta a conoscere gli altri personaggi incontrandoli nel proprio cammino attraverso la storia. Qui invece la giovane Baby Doll, protagonista "di diritto" fin dalla prima sequenza, nella quale apprendiamo le tristi premesse del suo internamento in manicomio, cede il proprio ruolo a Sweet Pea, un'altra ricoverata di cui non sappiamo praticamente nulla, neppure se sia stata internata ingiustamente come l'amica o se sia pazza davvero. Cosi', quando alla fine la vediamo allontanarsi sull'autobus che la riportera' a casa, resta una sottile inquietudine; e' positivo che sia li? o sarebbe stato meglio fosse rimasta in ospedale a curarsi, al contrario della povera Baby Doll, ingiustamente reclusa?Domande a cui forse potra' rispondere solo l'autista dell'autobus, specie di essere fuori dal tempo,presente in tutte le dimensioni visitate dalle ragazze nei loro viaggi onirici...Considerato da questo punto di vista il film, sebbene esagerato e strano, potrebbe insegnarci a considerare la nostra esistenza da un punto di vista piu' ampio, oltre la singola trama della nostra vita nella quale diamo per scontato di essere i protagonisti.
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