mercoledì 12 gennaio 2011
"La notte" neoromantica dei Moda'
Alzi la mano chi non l'ha ascoltata almeno una volta nello zapping alla radio;"La notte" dei Moda' e' uno dei nuovi "tormentoni" radiofonici. Per chi non l'avesse presente, la "trama" della canzone;l'invocazione appassionata del cantante alla Notte, unica che capisca il suo dolore di "malandrino e violento" piantato, per colpa di un errore, da una ragazza che dovrebbe provare ad"ascoltare il cuore e non l'orgoglio" e che certo "nel buio cerca sempre le mani "dell'amato, pur senza ammetterlo. La musica si sposa perfettamente alle parole, in un patetismo coinvolgente che ricorda (almeno ai profani in materia come me) le ballate romantiche che accompagnavano le "gesta" degli avventurieri ottocenteschi. E d'altri tempi sono anche alcuni termini;ad esempio "malandrino", che finora ricordo di aver sentito pronunciare solo da mia nonna...Senza contare che la Notte stessa era la confidente preferita dai poeti romantici, alla quale Novalis dedica addirittura un famoso "Inno alla notte". Una notte diversa da quella "troppo piccolina" cantata dalle gemelle piu' note della TV davanti ad una platea di spettatori che, raggiunto finalmente il benessere , guardava alle ore notturne come fonte di svago e divertimento. Divertimento che, esaurita la "febbre del sabato sera", ora sembra ripiegarsi in un nuovo intimismo,non piu' esclusivo del poeta "vate" ma globale. Cosi' i successi musicali di cantanti come Morgan (neoromantico tanto nell'eccentricita' retro' dell'abbigliamento quanto nel "maledettismo" esistenziale) o come i numerosi gruppi emo dalle fattezze anoressicche che ricordano i poeti romantici scavati dalla tisi e dall'insonnia,si sposano col ritorno della saga sentimentale in campo letterario e cinematografico, magari condito dalla rivisitazione di personaggi retro', come il vendicatore solitario,il vampiro o il pirata. Siamo quindi davanti ad una generazione di giovanissimi imbronciati che, citando "South Park", "..ballano da soli, alle 3 di notte, in camera loro"...Tuttavia non credo ci sia da preoccuparsi, perche' alla fin fine il neoromanticismo si risolve soprattutto in una moda, e i nuovi romantici sembrano molto piu' consapevoli nella gestione di quelle emozioni che invece travolgevano il povero Novalis in un assolutismo dei sentimenti.Cio' si comprende bene proprio ne "La notte", quando il cantante stempera la sua straripante passione in un relativistico "...o almeno penso".
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