Dal 1968 ad oggi, la Corrida e' forse uno dei programmi piu' longevi;sopravvissuto al passaggio dalla radio alla TV (in cui esordisce nell''86 )e a quelli di di consegna(dallo storico Corrado, a Scotti a Insinna) , ancora adesso si dimostra in grado di tenere alta l'audience in prima serata.
Oggi come ieri, i "concorrenti allo sbaraglio" si susseguono sul palco esibendo talenti veri o presunti al giudizio del pubblico, a volte benevolo, a volte un po' meno. E se spesso dispiace vedere come le scampanate del pubblico distruggano le illusioni di qualche anima semplice sacrificata alla logica dello show, e' bello vedere come anche i vincitori, persino quelli osannati da applausi e campane, siano persone normali, dilettanti appunto. Il vincitore della Corrida potrebbe essere un signore di mezza eta' che ha rotto le scatole per anni ai vicini con la tromba ed ora ha finalmente trovato qualcuno che lo apprezzi;o una casalinga dalla bella voce ma che non ha potuto permettersi di studiare musica e stona un po' ma nessuno se ne accorge; o il ragazzo che fa roteare i birilli; o la coppia di anziani che balla un valzer in modo inappuntabile anche se le articolazioni non sono piu' quelle di una volta.
Persone qualunque,provenienti dall'anonimato e pronte a rientrarvi serenamente, magari con l'assegno in palio da spendere in buoni al supermercato. E penso sia proprio questo clima sereno la chiave del successo del programma, soprattutto se paragonato a spettacoli come Amici o X-Factor,in cui si respira molta ansia. Ansia dei partecipanti,in lizza per dimostrare di essere piu' perfetti degli altri..Ansia dei giudici,tesi ad individuare la pu' piccola sfumatura che separera' il campione dal perdente..Ansia persino nell'espressione del vincitore, perche' uscire da un talent show non da il successo assicurato, la fama bisogna coltivarla..Con questo non biasimo i concorrenti di questi programmi, perche' credo sia giusto per un giovane seguire le proprie aspirazioni e affrontare tutte le ansie che ne derivano; pero' capisco anche quella fetta di pubblico che alle tensioni da compito in classe dei ragazi di Amici preferisce l'espressione beata di chi, come diceva Andy Warhol, ha appena avuto il suo quarto d'ora di gloria. Ma neanche Warhol poteva immaginare che la sua profezia sui mezzi di comunicazione, per quanto folle, sarebbe stata superata da una nuova, sconcertante realta: nell'era del GF restano in pochi ad accontentarsi di 15 minuti di gloria mediatica, cosi' spesso accade che quel quarto d'ora scivoli in assai poco gloriosi mastruzzi per averne altri 15...e altri 15..e altri 15...Warhol ne farebbe un'opera d'arte(inquietante!)
Nessun commento:
Posta un commento